A. A. A. Redazione Cercasi

 

Come penso abbiate notato, è da molto che non pubblico articoli. Purtroppo impegni scolasti e extra-scolastici mi hanno tenuto molto occupato e non ho più avuto modo di aggiornare il giornalino.

 

Adesso che sono riuscito a trovare dei ritagli di tempo, vedrò di mettermi in pari, partendo ovviamente dall’occupazione e a quello che è successo dopo.

 

Ma è passato più di un mese e mezzo dal mio ultimo pezzo. La volontà di continuare e portare avanti questo progetto c’è, ma per una sola persona rendetevi conto che è diventato troppo difficile.

 

Il prossimo anno poi, maturità permettendo, io non sarò più in questa scuola e mi dispiacerebbe se tutto il lavoro fatto in questi mesi non avesse seguito.

 

Per questo sto cercando volontari che possano mandare avanti il giornalino.

 

Se ti piace scrivere e raccontare le tue esperienze, manda una mail a ilfattoscolastico@hotmail.com per dare la tua disponibilità.

 

Quando un certo numero di persone avrà risposto al mio appello, vi ricontatterò per fissare la prima riunione della futura redazione.

 

Più saremo e meno il lavoro a carico di ognuno sarà gravoso. In questo modo sarà molto più semplice gestire la pagina web e magari far partire anche la versione cartacea del giornalino. Ma tutto questo dipende da VOI!!!

 

Sperando che  rispondiate in molti all’appello, aspetto con ansia le vostre risposte.

 

A presto.

C. A. B.

Che succede quando la Massa è Critica?

Giovedì 30 settembre, ore 18:30. Piazza Santissima Annunziata. Cominciano a radunarsi decine e decine di ciclisti con i loro mezzi in mezzo alla piazza. Persone di ogni età, dai più ai meno giovani, tutti pronti con la propria bici a sfilare per le vie di Firenze. Ci sono biciclette di ogni tipo: sportive, da cross, da passeggio, un tandem con una sola persona alla guida (immagine triste) e una bici a due piani (?) con annesso carrettino armato di lettore cd e casse.  Alle 19:00 la massa prende il via e si riversa nella strada, diretta verso San Marco.

La Critical Mass (Massa Critica) è un incontro casuale di ciclisti in un luogo concordato. La gente si incontra e pedala insieme per strada, uno vicino all’altro per creare una grande massa di mezzi a propulsione umana che non può essere divisa da alcun motorino, furgone, autobus o macchina. Le strade vengono così “occupate” da questa Massa, definita Critica perché impedisce il libero passaggio dei mezzi di trasporto a motore che si ritrovano costretti dietro all’enorme corteo di biciclette.

Ma perché tutto questo?

Il volantino della Critical recita:

“CRITICAL MASS è nata da ciclisti stanchi di pedalare con la paura delle macchine: pedalano insieme, en masse, il gruppo si protegge dal traffico automobilistico. Per un attimo si riesce ad immaginare una città senza le macchine ed i relativi problemi. “

E così decine se non centinaia di bici si riversano nel traffico cittadino e, per una volta, prendono il controllo della strada. La cosa più importante è mantenere compatto il gruppo, per proteggere l’incolumità dei ciclisti da motorini o macchine che possono farsi strada in mezzo al corteo. Gli unici a poter passare sono, per ovvi motivi, i mezzi di soccorso. Per il resto, i ciclisti sono i veri padroni delle vie e dei viali.

In campo nucleare, quando si raggiunge la massa critica, è possibile produrre la reazione che da vita a una enorme quantità di energia quasi incontrollabile. Così, quando la massa critica di ciclisti si scontra con le auto e il traffico cittadino, il suono dei clacson degli automobilisti incazzati viene coperto dal suono dei campanelli e delle trombe delle biciclette. Diventa un’esplosione incontrollabile di suoni, urla (incazzate e festanti) e risate.

Ma le intenzione di chi pedala non devono essere fraintese: lo scopo di questa riunione è pedalare tutti insieme in completa tranquillità senza doversi preoccupare di finire sotto una qualche macchina o autobus. Il traffico è solo una controindicazione. Per chi si muove in macchina.

Pensate se in quel momento tutte le persone della massa, invece di una bici, guidassero una macchina. Il traffico sarebbe addirittura peggiore di quello provocato dalla Critical.

Pensate invece se, sempre in quel momento, tutte le persone nel traffico, invece di una macchina, fossero in sella ad una bici. Ci sarebbe ancora il traffico?

E’ questo un po’ il fine della Critical Mass: quello di sensibilizzare la gente a evitare, dove possibile, l’uso dell’auto e incoraggiare l’uso dei mezzi come la bicicletta. Vi immaginate una Firenze invasa unicamente da bici? Io si. L’ho vista Giovedì 30 settembre.

Vie e viali deserte di fronte a noi. Completa libertà di circolazione da una carreggiata all’altra. L’incredibile sensazione di libertà nel lasciare i pedali lungo la discesa del sottopasso del Ponte alla Vittoria e della Fortezza affidandomi unicamente alla mia bici (e ai suoi freni). L’irripetibile soddisfazione nel vedere la gente che si affaccia dalle finestre e dalle porte delle case che ci guarda incuriosita e che alle volte si unisce alla nostra festa semplicemente applaudendo.

La Critical Mass è questo e molto altro.

Se anche tu hai una bici e provare in prima persona le emozioni della Critical Mass, l’incontro casuale è ogni ultimo Giovedì del mese in Piazza Santissima Annunziate alle 18:30.

Spero di avervi incuriosito con questo articolo e avervi convinto a partecipare.

Ci vediamo alla prossima Critical Mass!!!

C. A. B.

Qui il gruppo su Facebook della Critical Mass Firenze.

Qui il sito ufficiale.

Qui invece la voce di Wikipedia riguardante la Critical Mass.

I Vostri articoli: Mentre cade la pioggia.

Ecco il primo dei vostri articoli per quest’anno scolastico. Se tutto va per il meglio, ne seguiranno molti altri. Buona lettura!!


C’era il rumore della pioggia che accompagnava i miei pensieri.

Il ticchettio delle gocce che battevano sulla finestra aveva catturato la mia attenzione. Mi ricordavano le lancette di un orologio che scandivano il tempo, mi ricordavano i battiti del mio cuore quando pensavo a lui.

Sarei voluta uscire e sotto la pioggia rimanere immobile a pensare. Mi sarebbe piaciuto sentire quelle piccole goccioline che mi scivolavano sulla pelle, lasciando dietro di loro quell’inconfondibile scia.

Mi affacciai alla finestra, le osservai. Erano come lacrime che cadevano dal cielo, come fosse un pianto profondo illuminato dal chiarore delle stelle. La mia attenzione ricadde sulla luna, così lontana, così sola, eppure lei non soffriva per questo.

Rapita dall’immensità del cielo, immaginai di essere una stella, lassù ad osservare la pioggia dall’alto… chissà che effetto doveva fare… sicuramente bellissimo!

Mi sentivo un puntino nell’immensità dell’universo e mi resi conto che tutti i problemi e le preoccupazioni erano svaniti dalla mia mente, se n’erano andati lasciando spazio ai pensieri felici, quelli che con un pizzico di fantasia riescono a farti volare.

Certe volte basta cercare un po’ più dentro di noi per scoprire dove si nasconde la felicità e cominciare a volare.

Princess

Se anche tu vuoi scrivere un tuo articolo per il giornalino su un qualunque argomento, leggi il Regolamento per gli articoli e inviacelo all’indirizzo ilfattoscolastico@hotmail.com.

Di orari, di cantieri e d’altre “sciocchezze”

Come forse molti di voi sapranno, a causa della Riforma, quest’anno l’orario definitivo sarà molto differente rispetto a quello degli scorsi anni: le ore di lezione settimanali divengono infatti, per tutti gli indirizzi,  32 con ore piene di 60 minuti.  Questo cambiamento del quadro orario si applica per tutti gli indirizzi dalla classe prima alla quarta. Le classi quinte, poiché dovranno sostenere l’esame di maturità col vecchio ordinamento, manterranno il vecchio monte orario, a seconda dell’indirizzo, ma dovranno comunque adattarsi all’ora piena. In questo modo, i ragazzi che avevano la sesta ora tutti i giorni uscirebbero sempre alle 14.

Questo provocherebbe non pochi problemi ai pendolari delle nostre quinte, che sono un considerevole numero. Fortunatamente la preside e i professori stanno cercando di trovare una soluzione alternativa e hanno già elaborato una possibile soluzione: si tratterebbe di togliere 10 minuti alle ultime due ore, di modo da anticipare l’uscita alle 13:40;  queste 2 ore a settimana perse (20 minuti al giorno x 6 giorni), sarebbero poi recuperate nel corso dell’anno attraverso lezioni aggiuntive tenute dai professori a cui sono state sottratte. Oltre a garantire il pieno svolgimento delle ore dell’attività didattica, queste ore di lezione supplementari avrebbero lo scopo di potenziare la preparazione degli alunni in vista dell’esame di maturità. Quando le ore dovrebbero venire recuperate ancora non è stato definito, ma a mio avviso rimane la soluzione migliore. Verrà discussa nel prossimo Consiglio di Istituto, martedì 21 settembre.

Intanto al Salvemini sono sempre aperti i cantieri per il bar, l’ascensore e il recupero delle cantine. Fortunatamente su questo fronte ci sono altre buone notizie: il nuovo bar dovrebbe entrare in funzione già da questo lunedì e l’ascensore ormai è quasi ultimato. Purtroppo per i lavori nelle cantine ci vorrà ancora un po’ e probabilmente non finiranno prima di ottobre. Quindi per un altro po’ i colleghi geometri dovranno avere pazienza.

Pazienza dovranno avercela anche i ragionieri della 3a articolata (momentaneamente parcheggiata nel laboratorio di lingue per mancanza di aule): dopo lunghi assalti alle trincee nemiche ed estenuanti trattative, la preside è riuscita ad ottenere dal Castelnuovo le due aule in fondo al corridoio del primo piano in cambio dell’aula “piccionaia” della vecchia 4 PM; in una di queste aule verrà spostato il laboratorio di trattamento testi e nell’aula lasciata libera verrà sistemata la 3a. Verranno inoltre ricavate altre aule anche dalla biblioteca (ebbene si: il Duca aveva pure una biblioteca) che non credo nessuno rimpiangerà.

Tutto questo è stato possibile grazie al lavoro della preside e dei suoi collaboratori che si stanno facendo in quattro per l’istituto e per i suoi alunni. A loro va un ringraziamento particolare.

Sperando che questi lavori possano presto avere termine, vi saluto e vi auguro un buon proseguimento.

C. A. B.

Riapertura!!!

Bene ragazzi: dopo la brusca chiusura dell’anno scorso (causa stage) e tre mesi di vacanze, insieme alla scuola riapre i battenti anche il Fatto Scolastico!!

Quest’anno si prospettano mesi agitati per la nostra scuola: l’assemblea sindacale degli insegnanti svoltasi martedì scorso, 15 settembre, ha riunito al Saschall 5.000 persone (secondo gli organizzatori). Fra di loro insegnanti, precari,  sindacalisti, esponenti della pubblica amministrazione o semplici sostenitori, uniti contro i tagli della Riforma Gelmini.

Da anni si implorava una riforma che rappresentasse una svolta per la scuola pubblica, ma nessuno aveva certo in mente una cosa del genere: la mannaia impugnata dalla Gelmini, ma preparata dal Ministro dell’Economia Tremonti, mira ad abbattere le spese dello Stato sulla scuola pubblica, in modo da recuperare risorse economiche per le “povere” casse dello Stato. La prima cosa che viene da chiedersi è: ma c’era proprio bisogno praticare tutti questi tagli proprio all’istruzione per far quadrare in conti statali? Non c’era nessun altro modo per poter recuperare le cifre di cui lo Stato evidentemente ha così bisogno, e minimizzare gli sprechi (che in ogni caso ci sono) della pubblica istruzione? Per evitare che un rubinetto rotto perda, è proprio necessario togliere l’acqua a tutto il condominio?

Il giudizio ai nostri lettori (?).

Con queste premesse non ci resta che aspettarci un anno tutt’altro che tranquillo. Noi de il Fatto Scolastico saremo sempre qui ad aggiornarvi con tutte le novità sulla scuola e i resoconti delle assemblee di istituto. Ci impegniamo a essere molto più presenti anche rispetto all’anno scorso.

Con questo, vi auguro un buon anno scolastico e vi saluto fino al prossimo articolo.

C. A. B.

Resistenza ieri, Resistenza oggi, Resistenza domani

Il 29 Aprile si è tenuta presso il cinema Portico l’ultima assemblea di Istituto di questo anno scolastico. Parla Silvano Sarti, partigiano dell’A.n.p.i. A  85 anni parla ancora con l’ardore di un ventenne, ma pare dover collassare da un momento all’altro. Fortunatamente è solo un’impressione.

Parte subito con un’invettiva contro questo “governo fascista”: “I fascisti sono sortiti fori ora che noi partigiani siamo quasi tutti morti”. Impossibile riportare l’enfasi della sua parlata fiorentina su carta. Da qui parte poi una sfilza di citazioni di eventi e di personaggi della Resistenza e della politica del dopoguerra.

I nomi di Tina Anselmi, Enrico Berlinguer, Aldo  Moro, Bruno Fanciullacci si contrappongono a quelli di Giovanni Gentile, Licio Gelli, Valerio Borghese, Giorgio Almirante. Persone che fanno parte del passato della nostra Italia, ma senza le quali questa nazione non sarebbe quella che è oggi, nel bene e nel male.

Un ricordo particolare lo dedica a Carlo Giuliani, il ragazzo ucciso durante gli scontri del G8 di Genova. Racconta il suo incontro con la famiglia del giovane quasi con le lacrime agli occhi e ci implora di non essere mai dei violenti, ma anche di non essere mai disposti a subire violenza. Insiste sul fatto che a Genova c’è stato il morto perché così era stato deciso da chi risiedeva in Parlamento in modo tale che servisse come esempio per chiunque rivendicasse le proprie libertà.

Malgrado il pessimo esempio dei fatti di Genova, Sarti invita tutti ad apprezzare in generale il lavoro delle forze dell’ordine, portando gli esempi dell’anti-mafia e dei poliziotti onesti che mettono a repentaglio la propria vita per la lotta alla criminalità organizzata. La maggior parte di loro non sono assassini.

Comincia a parlare della Resistenza a Firenze. Il fascismo aveva rovinato Firenze.

Ricorda bene quando lui disertò l’arruolamento forzato nell’esercito della Repubblica di Salò per andare a combattere coi partigiani. I fascisti andarono da sua madre a cercarlo. Quando lei lo coprì dicendo di non sapere dove fosse, la portarono via insieme all’altra figlia.

A Villa Triste, sulla Bolognese, i fascisti torturavano i prigionieri per estorcere informazioni utili contro la Resistenza. Qui perse la vita Bruno Fanciullacci, il quale, estenuato dalle torture, per non tradire i propri compagni si gettò da una finestra dei piani superiori seguito dalle raffiche di pallottole sparate dai carcerieri. Morì tre giorni dopo a causa della frattura cranica provocata dall’impatto col suolo.

Racconta l’episodio dei cinque Martiri del Campo di Marte: cinque ragazzi giovanissimi che disertarono la  leva obbligatoria nell’esercito della Repubblica di Salò e furono fucilati dai soldati fascisti, nei pressi della Torre di Maratona dello stadio comunale.

Parla anche del Comitato di Liberazione Nazionale: Comunisti, Socialisti, Liberali, Democristiani e Progressisti uniti contro i fascisti. L’antifascismo va oltre ogni schieramento. Deve essere trasversale ad ogni partito politico.

Secondo lui noi giovani ci toglieremo soddisfazioni immense. Ha una grande fiducia in noi. Il solo fatto di averlo invitato a parlarci era un segnale forte. Noi ci troveremo di fronte un mondo differente rispetto a quello in cui abbiamo vissuto finora: per quello che dice oggi Obama, in passato sono stati uccisi due suoi predecessori. Guardarsi indietro solo per poter dare avanti. Questo è quello che ci invita a fare. Conoscere il passato per poter imparare da esso e costruire il proprio futuro. Lo diceva pure il caro buon vecchio Montanelli ai suoi tempi: ” Un paese che ignora il proprio ieri, di cui non sa assolutamente nulla e non si cura di sapere nulla, non può avere un domani”.

Ci fa un’ultima richiesta: se ne abbiamo la possibilità, quella di iscriversi all’A.n.p.i. Fa distribuire a tutti i moduli per richiedere la tessera dell’associazione. Non è un semplice espediente per raccogliere iscritti e farsi pubblicità. Se qualcuno non vuole non è obbligato a compilare i fogli ma gli viene richiesto il perché non si iscrivono. E’ un buon modo per capire quali sono le motivazioni dei giovani di oggi.

L’A.n.p.i ha come scopo principale quello di attuare la nostra Costituzione. Quella Costituzione per la quale sono morti migliaia di italiani democratici. Calamandrei in uno dei suoi celebri discorsi disse: ” Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra costituzione”.

Applicare la Nostra Costituzione è l’unico modo per poter cacciare i fascisti di oggi. Il fascismo non rientra nella sfera democratica. Al tempo della dittatura chi non era fascista era un oppresso. Non è possibile confrontarsi con loro su un terreno democratico.

Lo statuto originale dell’A.n.p.i è stato cambiato per permettere a tutti gli antifascisti del paese di potersi iscrivere e permettergli di divenire un associazione di massa. Il ruolo che oggi svolge dovrebbe essere assunto da tutti i cittadini italiani. I valori con cui va avanti non muoiono mai e stanno alla base della nostra democrazia. Diceva a suo tempo il Presidente Pertini: “ Io combatto la tua idea, che è contraria alla mia, ma sono pronto a battermi sino al prezzo della mia vita perché tu la tua idea la possa esprimere sempre liberamente.“. E’ questo lo spirito della Resistenza. E’ per questo che hanno combattuto e sono morti i nostri partigiani.

Le libertà nel fascismo erano come dei gerani appassiti. La Resistenza li ha dato dell’acqua e sono rifioriti. Oggi quegli stessi gerani hanno bisogno nuovamente di acqua. E a dargliela saremo noi. Giovani oggi. Partigiani domani.

Viva l’Italia!!

Viva la Resistenza!!

Viva la Democrazia!!




Grazie per quello che state facendo per la Democrazia

Partigiano Silvano Sarti

Nome di battaglia

Pillo

C. A. B.

I Vostri Articoli: Progetto targhe commemorative

Ecco un articolo scritto da una ragazza di una prima del Duca. Ci parla del progetto delle targhe per la memoria portato avanti dai professori e dai ragazzi dell’Istituto.

I nostri istituti ( ITC Duca d’Aosta e lTG Salvemini ) hanno attuato l’iniziative delle ” 4 targhe commemorative “; le targhe sono situate nei pressi degli istituti ed ognuna “narra le gesta” di alcuni eroi della Seconda Guerra Mondiale:

o Via Giusti – casa Rosselli;

o Piazza d’Azeglio – Radio CORA;

o Via Farini – Sinagoga;

o Via della Colonna – Liceo Michelangelo.

Per questo progetto sono state previste quattro uscite tra i mesi di marzo e maggio. La prima tappa e in via Giusti dove l’istituto Gaetano Salvemini ha osservato le imprese dei fratelli Carlo e Nello Rosselli e del noto partigiano Bruno Fanciullacci. La loro biografia si alterna a parti di testimonianze scritte da questi eroi.

La seconda targa ricorda le mitiche avventure di radio CORA ( Commissione Radio ), grazie alla quale gli Alleati hanno potuto accelerare la loro avanzata. Tra gli ideatori si trova il nome di Enrico Bocci, avvocato e professore di diritto del Duca D’Aosta. Purtroppo i tedeschi, nel 1944, irruppero nell’ultima sede della radio clandestina in Piazza D’Azeglio; molti dei prigionieri vennero fucilati a Cercina.

Nella terza tappa la targa non e visibile, perché si trova nell’interno del giardino della Sinagoga, dove per essere precisi sono presenti quattro targhe: una con scritti i nomi degli ebrei morti nella Prima Guerra Mondiale e le altre con scritti i nomi degli ebrei deportati, morti nei campi di concentramento, e quelli morti durante le rappresaglie. L’eroe di questa sinagoga fu Nathan Cassuto, il rabbino; egli riuscì, non facendo andare gli ebrei a pregare nell’edificio sacro, a salvare molte vite.

Nell’ultima targa, infine, sono scritti i nomi di personaggi, che durante quel disastroso periodo, sono riusciti a rendersi utili ( ognuno a modo suo ). Sono stati scritti i nomi di: Mario Sbrilli, Nathan Cassuto, Anna Maria Enriques Agnoletti, Enrico Bocci e Gianfranco Mattei.

A chi interessa questo percorso e vuole saperne di più può visitare il sito della scuola, dove nella Home si trova lo spazio dedicato a questa iniziativa.

D. A.

N.B.

1)Qui il link diretto dell’iniziativa sul sito della scuola.

2) Alcuni professori e alunni del Duca, un paio di anni fa, attraverso delle ricerche del nostro archivio storico, hanno curato la stesura di un testo riguardante la vita di Enrico Bocci e di altri professori del Duca D’Aosta che hanno vissuto in prima persona gli abusi del fascismo. Il libro si intitola “L’Arno scorre a Firenze” e qui vi riporto una breve recensione.

C. A. B.

Organi Collegiali: questi sconosciuti…

L’intento di questo articolo è quello di spiegarvi in modo chiaro la struttura degli organi collegiali formati da noi studenti. Molti li conoscete già, altri invece sono meno noti ma ricoprono un ruolo di rappresentanza fondamentale per noi studenti.

L’Assemblea di Classe (meglio conosciuta come “Attivo di classe“) può essere richiesta dai rappresentanti di classe a un professore disposto a cedere le proprie ore di lezione per lo svolgimento dell’attivo. La richiesta con “l’ordine del giorno” deve essere preventivamente presentata e accettata dal preside e dal docente coinvolto. L’assemblea può durare al massimo due ore e non può essere convocata sempre nello stesso giorno per evitare di sottrarre ore alle stesse discipline. Le norme scolastiche stabiliscono che non possono essere concesse più di due ore di attivo al mese e che non possono essere richieste nell’ultimo mese di scuola. I professori hanno la possibilità di assistervi.

Il Comitato degli Studenti (chiamato anche Comitato Base) è formato da tutti i rappresentanti degli studenti di  tutte le classi eletti nei vari Consigli di Classe e presieduta dai rappresentanti di Istituto. In questa sede, vengono prese decisioni relative alla successiva Assemblea di Istituto e presentate le eventuali proposte emerse dalle Assemblee di Classe.

L’ Assemblea di Istituto può essere convocata su richiesta della maggioranza dei rappresentanti di Istituto o da almeno il 10% degli studenti e può impegnare al massimo l’orario di lezione di una giornata. La richiesta deve essere presentata al preside accompagnata dall’ordine del giorno. Il Dirigente non può rifiutare di concedere l’Assemblea, a meno che il giorno richiesto non sia sempre lo stesso o siano state programmate altre iniziative nella data richiesta. L’Assemblea ha solamente un ruolo consultivo, ma può produrre documenti ufficiosi da sottoporre all’attenzione del Preside. Lo stesso Preside, o un suo delegato, può assistere all’assemblea e, in caso di violazione del regolamento o impossibilità di svolgimento, ha il potere di scioglierla. I professori possono essere presenti e assistervi. Non può essere convocata nell’ultimo mese di scuola.

La Consulta degli Studenti è forse l’organo meno conosciuto, ma svolge un ruolo importantissimo per tutti gli studenti. La Consulta è un organismo istituzionale di rappresentanza studentesca che opera in base provinciale. E’ composta da due rappresentanti per ogni istituto superiore della provincia. Questi sono eletti in maniera diretta dai propri compagni di scuola e rimangono in carica per due anni. Ogni consulta ha un suo regolamento ed è composta dai seguenti organi:

Assemblea Plenaria: formata dai due rappresentanti dei vari istituti. Si riunisce solitamente una volta al mese ed elegge le cariche interne (Presidente, Vicepresidente, Segretario,  un eventuale membro esperto). Inoltre, presenta e realizza i progetti finanziati con i soldi stanziati dal Ministero della Pubblica Istruzione tramite l’ente provinciale.

Giunta esecutiva: formata dal Presidente, Vicepresidente, Segretario e i presidenti delle commissioni. E’ un po’ l’organo esecutivo: si occupa di rendere effettivi i progetti e le delibere dell’Assemblea Plenaria. Si riunisce periodicamente in base alle necessità portate dai progetti.

Commissioni: gruppi di lavoro specializzati in determinati settori previsti dal regolamento della Consulta. Può anche esservi una divisione del lavoro in base territoriale con la creazione dei cosiddetti  Distretti. I presidenti della Commissioni partecipano alle riunioni della Giunta Esecutiva.

Le funzioni principali della Consulta sono:

- Assicurare il più ampio confronto fra tutti gli studenti dei vari istituti della provincia.

- Formulare proposte ed esprimere pareri al provveditorato, agli enti locali competenti e agli organi collegiali territoriali;

- Istituire uno sportello informativo per gli studenti, con particolare riferimento all’attuazione dello Statuto delle Studentesse e degli Studenti.

- Progettare, organizzare e realizzare attività a carattere anche nazionale.

Spero di avervi chiarito un po’ le idee riguardo ai nostri organi di rappresentanza e che abbiate compreso la loro importanza. Buon proseguimento.

C. A. B.

Colombia: fra orgoglio nazionale e guerriglia

L’8 febbraio scorso nell’aula magna del Duca si è tenuto un incontro per le classi quarte con il Dott. Manfredi, operatore di pace in Colombia sotto il  progetto dell’AICS (Arci Cultura e Sviluppo).  Il principale obbiettivo dell’associazione è quello di fornire al popolo colombiano mezzi e conoscenze adeguate per creare un’alternativa alle fazioni che da tempo dividono il Paese.

Nell’ultimo mezzo secolo, la storia della Colombia è stata condizionata dalla guerra civile scoppiata nel 1964, la cui origine risiede nella spartizione del potere fra conservatori e liberali. I continui scontri hanno portato alla nascita delle tristemente famose guerriglie colombiane: FAC, FARC, ELN, nuovi gruppi paramilitare e narcotrafficanti sono oggi i protagonisti del conflitto che ricade interamente sulla popolazione civile.

La maggiore fonte di guadagno per le guerriglie è data dallo spaccio di cocaina a livello internazionale. I cartelli colombiani del narcotraffico, formati dalle stesse guerriglie, approfittano della condizioni di miseria e povertà dei contadini colombiani: li convincono a coltivare le piante di coca, dalle quali verrà poi ricavata la droga, in cambio di piccoli compensi. Sembra paradossale, ma la coltivazione della droga è una delle poche fonti di guadagno sicuro per la popolazione. Chiaramente tutto questo va a favore dei vari gruppi armati, che guadagnano sempre più potere a livello economico, tanto da riuscire a influenzare, alle volte, anche la politica del Paese.

Il prezzo più alto, come già detto, ricade sulla popolazione: da un lato la guerriglia e dall’altro l’esercito nazionale. Entrambi gli schieramenti cercano nei civili punti di appoggio per la proprie operazioni militari. Per una semplice voce o per un minimo sospetto, nessuna delle due fazioni si fa scrupoli ad aprire il fuoco nella folla e a sterminare villaggi interi, uccidendo decine e decine di innocenti.

Il progetto di cooperazione internazionale punta alla creazione di vere e proprie “scuole di democrazia”:  alla popolazione viene mostrata una realtà differente da quella in cui vivono, basata sul dialogo e non sul conflitto armato. Nelle realtà locali la gente comune sente così il bisogno di influenzare le decisioni politiche e si creano dei veri e propri organi di partecipazione collettivi che si oppongono alle forti pressioni esercitate dalle diverse guerriglie sugli organi istituzionali.

Il progetto viene sostenuto grazie anche da esempi civili individuali, quali quello di Gustavo Moncayo, della Comunidad de Paz e di Luis Umberto Soriano, che con le loro iniziative evidenziano il desiderio di cambiamento del popolo colombiano.

Un ulteriore contributo viene dato da Piedad Córdoba, candidata al Premio Nobel per la pace 2009 vinto poi da Barack Obama, che tramite l’operato della sua associazione Colombianos y Colombianas por la Paz si pone come intermediario fra le guerriglie e lo Stato per la liberazione dei prigionieri di guerra.

Nonostante la tragica situazione, il popolo colombiano si mostra forte e pieno di speranza. Accetta gli aiuti internazionale mantenendo il proprio orgoglio e  il ruolo centrale nelle politiche di sviluppo in cui sono coinvolti. Politiche che contrastano i fattori chiave del sottosviluppo, quali la coltivazione di coca e l’analfabetismo. Solo seguendo questa strada si potrà così creare un’alternativa e percorrere il processo di riscatto nazionale voluto dalla popolazione colombiana.

N. M. & C.A.B.


Statuto delle Studentesse e degli Studenti della scuola secondaria

Lo Statuto delle Studentesse e degli Studenti, entrato in vigore come DPR 249 del 24 giugno 1998 e modificato dal DPR 235 del 21 novembre 2007, è formato da 6 articoli che contengono i diritti e i doveri di Noi studenti. Questa è la Nostra Carta dei Diritti: dobbiamo impegnarci a rispettare le norme che vi sono contenute e farla valere in ogni sua parte. Riporto qui di seguito alcuni articoli e alcuni punti dello Statuto che penso troverete interessanti.

Buona lettura.

Articolo 1 (Vita della comunità scolastica)

1. La scuola è luogo di formazione e di educazione mediante lo studio, l’acquisizione delle conoscenze e lo sviluppo della coscienza critica.

2. La scuola è una comunità di dialogo, di ricerca, di esperienza sociale, informata ai valori democratici e volta alla crescita della persona in tutte le sue dimensioni. In essa ognuno, con pari dignità e nella diversità dei ruoli, opera per garantire la formazione alla cittadinanza, la realizzazione del diritto allo studio, lo sviluppo delle potenzialità di ciascuno e il recupero delle situazioni di svantaggio, in armonia con i principi sanciti dalla Costituzione e dalla Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia fatta a New York il 20 novembre 1989 e con i principi generali dell’ordinamento italiano.

3. La comunità scolastica, interagendo con la più ampia comunità civile e sociale di cui è parte, fonda il suo progetto e la sua azione educativa sulla qualità delle relazioni insegnante-studente, contribuisce allo sviluppo della personalità dei giovani, anche attraverso l’educazione alla consapevolezza e alla valorizzazione dell’identità di genere, del loro senso di responsabilità e della loro autonomia individuale e persegue il raggiungimento di obiettivi culturali e professionali adeguati all’evoluzione delle conoscenze e all’inserimento nella vita attiva.

4. La vita della comunità scolastica si basa sulla libertà di espressione, di pensiero, di coscienza e di religione, sul rispetto reciproco di tutte le persone che la compongono, quale che sia la loro età e condizione, nel ripudio di ogni barriera ideologica, sociale e culturale.

Articolo 2 (Diritti)

1. Lo studente ha diritto ad una formazione culturale e professionale qualificata che rispetti e valorizzi, anche attraverso l’orientamento, l’identità di ciascuno e sia aperta alla pluralità delle idee [...].

2. La comunità scolastica promuove la solidarietà tra i suoi componenti e tutela il diritto dello studente alla riservatezza.

3. Lo studente ha diritto di essere informato sulle decisioni e sulle norme che regolano la vita della scuola.

4. [...] Lo studente ha inoltre diritto a una valutazione trasparente e tempestiva, volta ad attivare un processo di autovalutazione che lo conduca a individuare i propri punti di forza e di debolezza e a migliorare il proprio rendimento.

7. Gli studenti stranieri hanno diritto al rispetto della vita culturale e religiosa della comunità alla quale appartengono. La scuola promuove e favorisce iniziative volte all’accoglienza e alla tutela della loro lingua e cultura e alla realizzazione di attività interculturali.

9. La scuola garantisce e disciplina nel proprio regolamento l’esercizio del diritto di riunione e di assemblea degli studenti, a livello di classe, di corso e di istituto.

10. I regolamenti delle singole istituzioni garantiscono e disciplinano l’esercizio del diritto di associazione all’interno della scuola secondaria superiore, del diritto degli studenti singoli e associati a svolgere iniziative all’interno della scuola, nonché l’utilizzo di locali da parte degli studenti e delle associazioni di cui fanno parte.

Articolo 3 (Doveri)

1. Gli studenti sono tenuti a frequentare regolarmente i corsi e ad assolvere assiduamente agli impegni di studio.

2. Gli studenti sono tenuti ad avere nei confronti del capo d’istituto, dei docenti, del personale tutto della scuola e dei loro compagni lo stesso rispetto, anche formale, che chiedono per se stessi.

5. Gli studenti sono tenuti a utilizzare correttamente le strutture, i macchinari e i sussidi didattici e a comportarsi nella vita scolastica in modo da non arrecare danni al patrimonio della scuola.

6. Gli studenti condividono la responsabilità di rendere accogliente l’ambiente scolastico e averne cura come importante fattore di qualità della vita della scuola.

Articolo 4 (Disciplina)

2. I provvedimenti disciplinari hanno finalità educativa e tendono al rafforzamento del senso di responsabilità ed al ripristino di rapporti corretti all’interno della comunità scolastica, nonché al recupero dello studente attraverso attività di natura sociale, culturale ed in generale a vantaggio della comunità scolastica.

3. La responsabilità disciplinare è personale. Nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari senza essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni. Nessuna infrazione disciplinare connessa al comportamento può influire sulla valutazione del profitto.

4. In nessun caso può essere sanzionata, né direttamente né indirettamente, la libera espressione di opinioni correttamente manifestata e non lesiva dell’altrui personalità.

9. L’allontanamento dello studente dalla comunità scolastica può essere disposto anche quando siano stati commessi reati che violano la dignità e il rispetto della persona umana o vi sia pericolo per l’incolumità delle persone [...].

[...]

Per il testo completo, vi rimando a questo link.

C.A.B.

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