I Vostri Articoli: Ricordare per sconfiggere le “Utopie”

Non ho partecipato a molti Meeting organizzati dalla regione toscana; eppure, scommetto che nessuno dei precedenti è riuscito ad attirare tanto l’attenzione delle scuole toscane quanto questo svoltosi oggi, 27 gennaio ’10, Giorno della Memoria.

Pochi distratti, pochissimi con volti annoiati e quasi nessuno parlava con i compagni: quasi come si fosse creata una dimensione privata, per noi ragazzi, dove regnava il silenzio ma ciascuno era partecipe! A prescindere dalla forza delle testimonianze, dei dati statistici, delle foto, dei video, perfino delle musiche, la Shoah ( “catastrofe” in ebraico) e sempre un tasto dolente: concordo con chi dice che chi non l’ha vissuta non potrà mai sapere, conoscere, capire appieno la tragicità di questo fatto.

Ma contemporaneamente penso che chiunque, ogni anno,  rimanga colpito nel profondo RICORDANDO: ricordi non nostri ma che fanno parte della storia dell’UOMO e quindi di NOI! Ricordi che cosi come sono arrivati sono pronti a sparire, lentamente, come fumo, inghiottiti dalla quotidianità della vita: e allora chi parla più di riconciliazione? Chi parla di diritti e di doveri? Chi parla di UGUAGLIANZA? Chi parla di DIGNITA’ DELL’UOMO? Tutti questi GRANDI principi che sono stati alla base di una giornata, una settimana o poco più tardi, spariscono: vengono inghiottiti dai “dilemmi del singolo”, il quale, allora, afferma “Riconciliazione fra i POPOLI? Sarebbe bello, peccato si UTOPIA”: è in questo modo che risolviamo le cose.

Tutto ciò in cui non crediamo abbastanza, per fatica, per dimenticanza, si trasforma in utopia: ma in tanti sapranno bene, per esperienza, che all’uomo basta desiderare ardentemente le cose per poterle ottenere. Ma attenzione alla parola RICONCILIAZIONE, la quale non significa perdonare: non si può perdonare. Stamattina, Amos Oz, scrittore, giornalista e docente di letteratura israeliano, ha affermato che non dobbiamo credere alla “Banalità del male”.

Mi spiego meglio: la “Banalità del male” è un’opera di Hannah Arendt, scrittrice tedesca, la quale affermò, dopo aver assistito alle 120 sedute del processo Eichmann (il famigerato criminale nazista, responsabile del trasferimento degli ebrei verso i campi di concentramento e sterminio) come inviata del settimanale New Yorker a Gerusalemme, che il male perpetrato da Eichmann – come dalla maggior parte dei tedeschi che si resero corresponsabili della Shoah -se fosse dovuto non ad un’indole maligna, ben radicata nell’anima quanto piuttosto ad una completa inconsapevolezza di cosa significassero le proprie azioni.

Pienamente contrario Oz ha ribadito “Il male non è mai banale. Non credete dunque alla banalità del male- Ciascuno sa cos’è il dolore, anche un bambino di tre anni. E se fa del male a qualcuno è consapevole del male che procura”. La parola “riconciliare” significa raggiungere quella unità nella diversità in cui l’uno rispetta l’altro, l’uno ama l’altro.

Sapete: studiare non serve solo a prendere un bel voto a scuola, a vedersi riconosciuto un merito, magari a guadagnare nella vita. Partecipando all’incontro al Mandela Forum mi sono resa conto di quanta ignoranza ci sia: per chi pensa di sapere e non sa, per chi non sa e non si pone il problema. E di questo “oblio” fanno parte in molti: giovani, adulti, vecchi.

Il bello è che TU puoi decidere di uscirne quando vuoi: e la MEMORIA, qui, gioca la sua carta vincente. Ricordare per il “passato, il presente e il futuro”, come è stato detto più volte: per il passato, perché catastrofi simili non si ripetano nuovamente, per il presente, perché possiamo iniziare questo percorso di riconciliazione difendendo diritti che hanno bisogno di continua attenzione, e per il futuro, perché vengano offerte alle generazioni prossime le basi necessarie per rendere concrete anche le semplici “utopie”.

N. M.

1 Commento/i

  1. Mi hanno detto che è meglio cambiare il titolo perchè non rende abbastanza l’idea del contenuto… Pensandoci, concordo! Chiedo scusa…:)


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